Over Motel | Wellness Suite a Monza

La zona tra Monza e Milano è particolarmente frequentata da quanti si spostano per motivi di business o da parte di coloro che raggiungono appositamente quest’area da qualsiasi altra regione italiana sempre per motivi di lavoro. Questo è il motivo per il quale sono in tanti ad avere bisogno di strutture ricettive in zona in grado di assicurare un valido riposo, ma soprattutto che consentano di spostarsi velocemente da Monza a Milano e viceversa, in base agli impegni del giorno. In questo senso l’Over Motel è uno dei più gettonati tra gli alberghi  di Monza proprio per la sua posizione strategica che consente di raggiungere facilmente Milano, ma non solo.

Le camere infatti, mettono a totale agio i clienti consentendo loro di riposare in maniera ottimale tra un impegno di lavoro e l’altro. Inoltre questo motel Monza mette a disposizione degli utenti dei mini box parcheggio privati con accesso fronte camera, in questa maniera il cliente può tranquillamente parcheggiare la propria vettura nei pressi della propria camera e non avere dunque alcun tipo di pensiero in merito. Inoltre, grazie ad una apposita tenda motorizzata, è possibile chiudere la visuale e garantirsi così tutta la privacy di cui si avverte la necessità.

L’Over Motel mette inoltre a disposizione degli utenti della camere che hanno un proprio centro benessere, dunque ad uso esclusivo degli ospiti della camera, che consente di ottenere un riposo ed un relax ancora più profondi ed efficaci, grazie all’hammam o all’idromassaggio o qualsiasi altro dei trattamenti che il cliente desidera di concedersi In occasione della sua permanenza in struttura. L’Over Motel è dunque un’occasione unica per coniugare un impegno di lavoro ad un momento di piacevole benessere, in una struttura finemente arredata ed in grado di regalare agli ospiti tutto il benessere di cui hanno bisogno.

Italia, paese dei distributori automatici. Ne ha uno ogni 73 abitanti

Alla fine del 2018 negli uffici e nei luoghi pubblici italiani è stato raggiunto il numero di 822.175 vending machine, +1,4% rispetto all’anno precedente e pari a oltre 12mila macchine in più. Numeri che fanno dell’Italia il Paese europeo col maggior numero di distributori automatici installati, uno ogni 73 abitanti contro una media Ue di uno a 190. Al secondo posto la Francia, che ne conta circa 600 mila, e al terzo la Germania, con poco più di 550 mila.

Secondo l’ultimo studio di Confida, l’associazione italiana della distribuzione automatica, realizzato in collaborazione con Accenture, i distributori si trovano soprattutto nelle aziende private, il 34% nell’industria e il 17% nel commercio, e quasi il 20% nel pubblico, con scuola e università che rappresentano l’11% del totale, la sanità il 9%, e il 3% nei luoghi di transito (stazioni ferroviarie e della metropolitana).

Giro d’affari di 4 miliardi di euro per oltre 12 miliardi di consumazioni

“Nel 2018 il giro d’affari ha sfiorato i 4 miliardi di euro con oltre 12 miliardi di consumazioni complessive, tra cibi, bevande e caffè porzionato, per una crescita del 4,7% rispetto al 2017”, spiega Massimo Trapletti, presidente di Confida.

Nell’ultimo anno il fatturato legato ai soli distributori automatici è cresciuto del 3%, raggiungendo quasi i 2 miliardi di euro (1,92) con le consumazioni in aumento dello 0,8% (circa 5 miliardi). In media lo scorso anno ogni italiano ha effettuato 83 acquisti alle vending machine, quasi 2 a settimana.

Caffè e acqua i più gettonati

Delle 991 milioni bevande vendute ai distributori automatici (+0,3% rispetto al 2017) il caffè rappresenta il prodotto più consumato, con l’86% dei volumi del caldo, che corrispondono a 2,8 miliardi di consumazioni (+1,68%). L’acqua minerale naturale rappresenta invece il 77% del segmento (+0,43), ed è significativo l’incremento del tè freddo (+4%) con 60,3 milioni di consumazioni, degli sport drink con 9,6 milioni di confezioni (+7%) e degli energy drink con 1,8 milioni di consumazioni (+4,5%). Ma attraverso i distributori automatici non si acquistano più solo snack e bevande per una pausa veloce. I pasti pronti crescono infatti del 3,35%. Con al primo posto le pizze (70% dei volumi), seguite da insalate (18%) e pasti da scaldare (12%).

Anche per la distribuzione automatica il futuro è bio

“Per soddisfare i tanti gusti dei clienti – continua Trapletti – gli assortimenti proposti si stanno ampliando sempre più, ed è ormai un dato di fatto che le vending machine sono diventate per le persone un servizio imprescindibile durante le ore di lavoro o durante i loro spostamenti quotidiani”.

I dati di Confida evidenziano poi come il consumatore stia orientando progressivamente le scelte verso prodotti bio, con meno zuccheri, a km 0 e freschi. Gradimento crescente quindi per le bevande bio, a basso contenuto di zuccheri o vegane, ma anche per gli snack biologici, e gluten free, in aumento del 15% a volumi.

13 Cibo e salute, la tecnologia aiuterà a mangiare meglio

Una buona alimentazione è fondamentale per la prevenzione delle malattie Più salutismo, quindi, e meno gourmet: in un Paese come l’Italia, in cui la popolazione sta invecchiando rapidamente, cresce l’attenzione tramite un’alimentazione più corretta. Per il 66,7% degli italiani infatti nel futuro l’attenzione delle persone sarà rivolta sempre di più all’impatto dei cibi sulla salute, e meno al gusto. Il salutismo sta diventando la frontiera più avanzata dello stile alimentare italiano, almeno, secondo i risultati della ricerca del Censis “Mangiare smart per stare in salute. Il rapporto tra cibo, scienza e tecnologia visto dagli italiani”.

Il valore della tracciabilità e l’etichettatura dei prodotti

Secondo i risultati dello studio tra i criteri che guidano l’acquisto dei prodotti alimentari, sembra che il 94,4% degli italiani oggi ritenga “molto” o “abbastanza” importante poter disporre di informazioni complete sugli ingredienti, la provenienza e altri aspetti che consentano di definire la “biografia” degli alimenti. Per i consumatori la tracciabilità e l’etichettatura hanno un grande valore, perché mettono nelle condizioni di distinguere con appropriatezza quello che fa bene da quello che fa male.

La scienza non è una minaccia, ma una risorsa per disporre di cibo salutare

Per il 77,3% degli italiani, inoltre, la scienza e le nuove tecnologie sono una risorsa per la sicurezza, la qualità e l’impatto positivo sulla salute dei cibi. Il giudizio favorevole resta alto per ogni livello di scolarità, lo pensa infatti il 72,8% di chi ha la licenza media, il 77,3% dei diplomati, e il 79,2% dei laureati. Scienza e tecnologie per gli italiani non rappresentano perciò una minaccia, ma una risorsa essenziale per disporre di cibo salutare.

I media dovrebbero guidare nella scelta di alimenti che riducono i rischi di cronicità

Il 71,4% degli italiani, poi, riporta Askanews, quando tv, radio, giornali e testate web si occupano di alimentazione dovrebbero concentrarsi sui cibi che fanno bene e aiutano a vivere più a lungo e in buona salute. Di questo ne sono più convinti soprattutto gli anziani (il 76,8%), ma la percentuale è alta anche tra i millennial (il 63,5%). Dai media ci si attende quindi che aiutino le persone a scegliere i cibi salutari, quelli che riducono i rischi di cronicità e di non autosufficienza, confutando fake news e falsi miti sugli alimenti. Per il 61,9% degli italiani sui media infatti circolano ancora troppe notizie sbagliate o parziali sul cibo.

 

La mobilità elettrica raddoppia in Italia

Dalle circa 5.000 unità del 2017 alle circa 10.000 del 2018, nell’ultimo anno in Italia le vendite dei veicoli elettrici e ibridi sono raddoppiate: una crescita che fa ben sperare per il futuro. E come rileva il Rapporto di Fondazione Symbola in collaborazione con Enel X, negli ultimi due anni si è assistito anche a un maggior interesse per il tema dell’infrastrutturazione della rete di ricarica.

“La mobilità elettrica avrà un ruolo fondamentale per la progressiva decarbonizzazione della nostra economia. I benefici non sono solamente ambientali – spiega Francesco Starace, AD e Direttore Generale di Enel – la mobilità elettrica può rappresentare un’opportunità di sviluppo da cogliere per l’intero Paese”.

Nel mondo sono 5,3 milioni i veicoli elettrici per passeggeri o merci

Anche nel mondo la diffusione di auto elettriche cresce rapidamente. Attualmente ci sono 5,3 milioni di veicoli elettrici per passeggeri o merci (1,5 milioni nel 2016), di cui 2 milioni in Cina (+150% nel 2018 rispetto al 2017 ), e 1 milione negli Stati Uniti (+100% nell’ultimo anno). In Europa il primato è della Norvegia, dove circolano 250.000 auto elettriche a fronte di soli 5 milioni di abitanti. La crescita del mercato ha interessato però anche il settore della mobilità pubblica. Oggi circa il 20% delle flotte di bus a livello globale sono elettriche, con le città cinesi leader di questo trend, che rappresentano il 99% dello stock mondiale, riporta Askanews.

“Dotare il Paese di una rete di ricarica capillare”

Si stima che a oggi siano presenti sul territorio oltre 8.300 punti di ricarica pubblici. E a fine marzo è stato raggiunto un traguardo importante, con circa 5.700 nuovi punti di ricarica installati in tutta Italia. “Ci siamo posti l’obiettivo di dotare il Paese di una rete di ricarica capillare che permetta a chi guida un veicolo elettrico di percorrere l’Italia dalla Valle D’Aosta alla Sicilia senza paura di rimanere a piedi – afferma Francesco Venturini, Responsabile di Enel X -. Il nostro obiettivo è quello di installare circa 28.000 punti di ricarica al 2022, con un investimento complessivo fino a 300 milioni di euro”.

Nei prossimi 5-10 anni investimenti globali per circa 300 miliardi di dollari

L’ultimo Salone dell’automobile di Ginevra ha reso l’idea della quantità di modelli e soluzioni di mobilità sostenibile a zero emissioni. Secondo una ricerca di Reuters, evidenzia lo studio, gli investimenti a livello globale annunciati dalle case automobilistiche sui veicoli elettrici nei prossimi 5-10 anni ammonteranno a circa 300 miliardi di dollari. Quasi nessuna casa automobilistica manca all’appello, tutti i maggiori player mondiali stanno investendo nell’elettrico.

Ricerca vocale e dati biometrici, i trend del viaggiatore italiano

Oltre a utilizzare con sempre maggior frequenza tecnologie innovative per individuare possibili destinazioni, hotel e voli, il 74% dei viaggiatori italiani, ben oltre la metà, sostiene di essere disponibile anche a offrire i propri dati biometrici, se questo potesse ridurre i tempi di attesa durante i controlli di sicurezza negli aeroporti. Non solo controllo delle impronte digitali, ma anche lettura della retina dell’occhio e riconoscimento facciale per completare il processo di imbarco senza più dover presentare carte o passaporti.

E se il 36% dei turisti italiani ricerca e prenota i propri viaggi interamente sul proprio smartphone, il 49% di loro si affida allo strumento di ricerca vocale per trovare le proprie soluzioni di viaggio.

Prenotare con lo smartphone ed evitare gli hotel col WiFi a pagamento

Si tratta di alcuni dati provenienti dalla Ricerca Globale Travelport sul Viaggiatore Digitale 2018, condotta da Toluna Research nell’agosto 2018 in 25 Paesi di tutto il mondo, su oltre 16.200 viaggiatori di cui 500 italiani.

Sempre secondo la Ricerca due terzi (64%) dei viaggiatori, poi, evita gli hotel che fanno ancora pagare il WiFi. Ma i viaggiatori italiani intervistati hanno anche dimostrano di essere piuttosto dipendenti dai loro cellulari per gestire le prenotazioni. Uno su quattro (37%) afferma addirittura che non poter accedere alla propria prenotazione sui dispositivi mobili 24 ore su 24 sia doloroso e frustrante.

Strumenti e servizi digitali per ogni fase del viaggio

“I risultati della Ricerca Globale Travelport sul Viaggiatore Digitale 2018 evidenziano la crescente popolarità in Italia di strumenti e servizi digitali per ogni fase del viaggio, dalla ricerca fino alla fine del viaggio – spiega Sandro Gargiulo, Country Manager di Travelport per Italia e Malta . Questa richiesta di strumenti digitali continuerà solo perché le persone cercano modi sempre più convenienti per effettuare transazioni, non solo per quanto riguarda i viaggi, ma in ogni parte della loro vita”

“I viaggiatori di oggi sono già entusiasti delle tecnologie future”

Il settore globale dei viaggi e hospitality vale 7,6 miliardi di dollari, e necessita di essere costantemente all’avanguardia nel fornire servizi dinamici, adeguati al contesto e tempestivi nei confronti dei clienti. “Tutti possiamo vedere come la tecnologia sta cambiando quasi ogni aspetto della nostra vita – aggiunge Gordon Wilson, Presidente e CEO di Travelport -. È bello vedere la conferma che i viaggiatori di oggi sono già così entusiasti delle tecnologie future quanto lo siamo noi che stiamo lavorando per crearle”.

Buoni propositi per il 2019. Come iniziare bene con il decluttering

Anno nuovo: è il momento dei buoni propositi. Come ad esempio quello di fare ordine e organizzarsi meglio, ovvero, fare un po’ di decluttering. Che significa appunto mettere in ordine e fare spazio eliminando il superfluo. L’esigenza di riordinare di spazi e tempi, però, a volte viene disattesa, e ci si trova con la sensazione di essere ancora più sopraffatti. Prima di tutto quindi è necessario riordinare le idee. E per passare dalle intenzioni ai fatti Sabrina Toscani, esperta di organizzazione, fondatrice di Organizzare Italia, e autrice del libro Facciamo Ordine, offre qualche consiglio a chi intende dedicarsi a un decluttering efficace.

Sistemare la casa e riporre gli oggetti “stagionali”

Il consiglio di Toscani è quello di “scrivere su un foglio quali parti della casa si ritiene debbano essere riordinate, magari facendo uno schizzo della pianta della casa e indicando a grandi linee con vari colori le zone a seconda delle criticità”, suggerisce Toscani. Ad esempio, rosso per gli interventi più urgenti, arancione per le aree che possono aspettare, e verde quelle che vanno bene così. Dopo le Feste, poi, c’è una quantità di nuovi oggetti, tra regali e addobbi, che andranno riordinati. Per gli oggetti stagionali, Toscani propone di mettere in un’unica area tutte le decorazioni natalizie, buttare ciò che non funziona più o è rotto, riporre in scatole resistenti e mettere l’etichetta, in modo che sia facile ritrovare tutto e velocemente.

Consigli di smaltimento: “Tenere solo ciò che piace ed è utile”

Per evitare che in ripostigli e armadi regni il caos, riporta Adnkronos, la prima regola, valida in ogni periodo dell’anno, è quella di non sovraffollarli. “Anche il più perfetto sistema organizzativo può essere messo in crisi dalle troppe cose – prosegue Toscani -. Tenere solo ciò che piace ed è utile consente di creare più spazio per ciò che ci fa star bene “. Il sistema migliore quindi è passare in rassegna oggetti e vestiti, e per ciascuno prendere una decisione: se ci piace ed è utile, tenerlo, se non ci piace o non serve, ma è funzionale, regalarlo. Se invece è rotto o vecchio, buttarlo.

Dieta sana e cucina organizzata

Tra i buoni propositi, dopo le Feste, spesso rientra anche quello di una dieta sana. E per programmare una dieta sana si passa da una dispensa ben organizzata. “L’organizzazione della cucina e della dispensa rendono più facile raggiungere questo obiettivo e sono un valido supporto per andare avanti in questo proposito – consiglia Toscani -. Per cui dovremo creare menu salutari e completi, adeguare la lista della spesa a ciò che abbiamo scelto di mangiare e la dispensa dovrebbe contenere solo ciò che abbiamo selezionato per la nostra sana alimentazione”. Basta ripetere per qualche settimana questo procedimento per garantirsi pasti salutari, niente sprechi, idee chiare ai fornelli. E un po’ di tempo libero in più.

Quasi 3 milioni gli occupati nei green jobs

Tra ingegneri energetici, agricoltori biologici, esperti di acquisti verdi, tecnici meccatronici o installatori di impianti termici a basso impatto sono quasi 3 milioni, precisamente 2.998.000, gli occupati nei green jobs, ovvero che applicano competenze verdi. I lavoratori della green economy rappresentano il 13% dell’occupazione complessiva nazionale. Un valore destinato entro l’anno a salire ancora, perché sulla base delle indagini Unioncamere si prevede una domanda pari a quasi 474mila contratti attivati, il 10,4% del totale delle richieste per l’anno in corso. E nel manifatturiero si sfiora il 15%.

Lo rileva GreenItaly 2018, il nono rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere che misura e pesa la forza della green economy nazionale.

Un quarto delle imprese italiane negli ultimi 5 anni ha puntato sulla green economy

Secondo lo studio, poi, sono oltre 345mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno investito nel periodo 2014-2017, o prevedono di farlo entro la fine del 2018, in prodotti e tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. Insomma, un quarto delle imprese italiane negli ultimi 5 anni ha puntato sulla green economy. Inoltre, le aziende di questa Italia verde, rileva il rapporto, presentano un dinamismo sui mercati esteri nettamente superiore al resto del sistema produttivo italiano.

Le imprese manifatturiere sono più innovatrici

Con specifico riferimento alle imprese manifatturiere che contano dai 5 ai 499 addetti, quelle cioè che hanno visto un aumento dell’export nel 2017, la quota che ha investito nel green è del 34% contro il 27% di chi non ha investito. Queste imprese innovano più delle altre, quasi il doppio: è il 79% infatti ad avere sviluppato attività di innovazione contro il 43% di chi non lo ha fatto, riferisce Adnkronos.

“Una scelta coraggiosa e vincente per il Paese”

“In Italia – spiega Ermete Realacci, presidente di Symbola, la fondazione per le qualità italiane – questo cammino verso il futuro incrocia strade che arrivano dal passato e che ci parlano di una spinta alla qualità, all’efficienza, all’innovazione, alla bellezza. Una sintonia tra identità e istanze del futuro che negli anni bui della crisi è diventata una reazione di sistema, spesso senza incentivi pubblici. Una scelta coraggiosa e vincente, per le imprese e per il Paese. Un modello produttivo e sociale per una Italia che fa l’Italia. Più competitiva, più solidale, più green”. E che ha dato il suo contributo alla COP24, la Conferenza ONU sul Clima che si è tenuta in Polonia.

L’importanza di mantenere una corretta idratazione anche al lavoro

Grazie al moderno dispenser d’acqua per l’ufficio dell’azienda IWM è possibile risolvere l’annoso problema del permettere ai propri dipendenti o clienti di poter bere tranquillamente l’acqua che si desidera. Mantenere una adeguata idratazione nel corso della giornata inoltre, consente di mantenere un elevato livello di concentrazione, il che è ideale per mantenere sempre ottimale il livello della produttività. Per questo motivo sono tante le aziende e gli uffici che hanno già deciso di utilizzare questi impianti di ultima generazione all’interno dei locali, e consentire soprattutto ai dipendenti di poter bere liberamente ogni qualvolta ne avvertono la necessità, con la certezza di bere un’acqua veramente salutare e  bilanciata. Grazie ai dispenser IWM i dipendenti potranno bere dell’acqua fredda ma anche calda a piacimento; inoltre basta un semplice gesto della mano per avere dell’ottima acqua gassata o addirittura i cubetti di ghiaccio per chi lo preferisce.

Il vantaggio per le aziende o uffici che adottano questi impianti di nuova generazione, è anche quello di riuscire a risparmiare sui costi di approvvigionamento idrico, dato che questi prelevano direttamente l’acqua del rubinetto e la depurano migliorandone il sapore. Non sarà più necessario dunque acquistare costose bottiglie o l’acqua degli ingombranti boccioni, ma tutta la comodità e la convenienza di un’acqua buona da bere e dal prezzo decisamente contenuto. Vi è una ottima scelta in fatto di modelli e colori, così che sia possibile individuare esattamente l’impianto maggiormente in grado di adattarsi al design del contesto in cui verrà inserito, e l’azienda o ufficio in questione non avranno pensieri nemmeno per quel che riguarda la manutenzione. Saranno direttamente i tecnici IWM infatti, ad apportare gli interventi periodici necessari nel corso dell’anno per garantire sempre il perfetto funzionamento dell’impianto, così che questo possa consentire a tutti di bere sempre dell’ottima acqua con la semplice pressione di un pulsante.

Calzature Bruno Bordese: comfort, estetica e appeal

Le calzature Bruno Bordese sono ideali per te che ami vestire con cura e desideri affidare i tuoi piedi ad una scarpa che possa garantirgli tutto il comfort necessario ed il benessere che desideri, anche quando le indossi per un periodo prolungato di tempo. Questo brand intraprendente si prende cura di te sia quando desideri una scarpa per le occasioni più importanti che per gli appuntamenti quotidiani quali il lavoro o il tempo libero, apportando tutto il suo contributo in termini di ricercatezza e stile. La grande attenzione per i dettagli e la cura per i materiali impiegati è il marchio di fabbrica che contraddistingue ogni prodotto Bruno Bordese, il che traspare in maniera evidente semplicemente osservando un qualsiasi tra le tante calzature proposte, e la scelta è davvero ampia se si pensa alle tantissime calzature (per lui e per lei) pensate appositamente per ogni momento della giornata.

Chi sceglie questo importante brand infatti, ama la moda ma al tempo stesso “fare” moda: grazie alla genialità che è propria di ogni creazione Bruno Bordese infatti, queste ottime calzature sono in grado di creare nuove tendenze e completare il proprio outfit apportando, in base ai gusti e alle abitudini di ciascuno, quel tocco in più in termini di perfezione e design di cui ognuno di noi è alla ricerca. Bruno Bordese è dunque un brand che non lascia nulla al caso, e che conosce bene le esigenze ed i desideri di chi ama essere sempre in linea con le mode del momento, mostrando agli altri tutta l’attenzione che si adopera nello scegliere cosa indossare. Se cerchi dunque una calzatura che possa completare il tuo abbigliamento in maniera originale ed in linea con le ultime tendenze, Bruno Bordese è ciò di cui hai bisogno per coniugare comfort, estetica e appeal.

Minacce informatiche: raddoppiano gli attacchi ransomware

Tra le minacce informatiche sono i ransomware i più temuti dalle organizzazioni di tutto il mondo. Crittografando server o database, i ransomware vengono sferrati contro gli asset più critici delle aziende, causando quindi danni maggiori e condannando le vittime a riscatti più elevati. E, secondo il Data Breach Investigations Report 2018 di Verizon, nel 2017 questo tipo di attacchi è raddoppiato rispetto all’anno precedente, ed è responsabile del 39% delle violazioni telematiche.

“I cybercriminali hanno il potenziale per attaccare qualsiasi tipo di azienda o istituzione”

Il report ha analizzato più di 53mila attacchi e 2.216 violazioni in 65 Paesi. “I cybercriminali hanno il potenziale per attaccare qualsiasi tipo di azienda o istituzione, multinazionali o Pmi che siano, di qualunque settore”, commenta all’Adnkronos Laurance Dine, Managing Principal Investigative Response Verizon Risk Team. E se la criminalità organizzata è ancora responsabile del 50% degli attacchi analizzati, e nel 72% dei casi gli hacker sono esterni alle organizzazioni, nel 27% dei casi si tratta di soggetti interni all’azienda.

Nel 96% dei casi l’anello debole sono le email

Se il pretexting e il phishing per l’estorsione di denaro rappresentano il 98% degli attacchi e il 93% delle violazioni, l’anello debole continuano a essere le email (96% dei casi).

Nel report viene inoltre evidenziato come l’obiettivo del pretexting a scopo pecuniario siano le risorse umane. Il fenomeno è quintuplicato rispetto a quanto rilevato dal Dbir 2017: quest’anno sono stati infatti analizzati 170 attacchi (rispetto ai 61 dell’edizione 2017), e di questi 88 hanno mirato specificamente a dipendenti del settore HR, al fine di sottrarre dati personali con i quali completare moduli per false richieste di rimborso tasse.

Nel report si fa poi riferimento a un altro tipo di attacco oramai divenuto consueto, quello DDoS. Oltre a essere in aumento, spesso si tratta di un trucco messo in atto, sospeso e poi rimesso in funzione, per mascherare altre violazioni che agiscono sullo sfondo.

Nella sanità le minacce interne sono maggiori di quelle esterne

Verizon ha anche analizzato la tipologia di attacco per settore. In quello dell’istruzione  a farla da padrone sono gli attacchi basati sul social engineering, violazioni molto frequenti che mirano all’estorsione di dati personali per furti d’identità, mentre nel settore finanziario e assicurativo sono i sistemi per la clonazione di carte di credito a rappresentare ancora un ottimo affare.

Il settore della sanità, rileva poi Verizon, è l’unico in cui le minacce interne sono maggiori di quelle esterne. E nel settore pubblico è lo cyberspionaggio a rappresentare la preoccupazione più grave, dato che il 43% delle violazioni ha questa finalità.