I tavoli di design

Una delle tendenze che continua a far registrare numeri al rialzo da qualche tempo a questa parte, è quella relativi ai tavoli di design. Gli italiani infatti, sembrano avere riscoperto il piacere di portare in casa degli arredi che non abbiano semplicemente una funzione pratica ma che al contrario siano in grado di apportare un certo contributo di arte ed espressività in casa. È questo ad esempio il caso dei tavoli di design, che possono essere considerati a tutti gli effetti delle vere e proprie opere d’arte sempre esposte. Questi sono infatti in grado di catturare gli sguardi di chi entra in casa nostra grazie alle forme particolari ce li contraddistinguono, frutto della fantasia di chi li realizza e che ha la capacità di far viaggiare l’immaginazione di chi li osserva.

I tavoli come opere d’arte

I tavoli vanno infatti oggi pensati assolutamente come delle vere e proprie opere d’arte che sono esposte, semplicemente in maniera orizzontale. Essi presentano infatti delle particolari forme artistiche, che possono essere astratte o meno, dei colori e forme particolari che manifestano tutta la capacità dell’artista di osare.

Non è un caso se alcuni tra questi tavoli di design vengono definiti “opere d’arte”, in quanto riescono a introdurre chi li osserva all’interno dell’opera stessa, proprio come avviene quando ci si perde davanti ad un bel dipinto e si riescono a distinguere sempre nuovi dettagli e particolari.

Un tavolo adatto ad ogni living o cucina

Esistono tavoli di design di ogni forma, colore, altezza e dimensione e dunque non ti sarà difficile trovare quel che maggiormente si adatta agli ambienti di casa tua nei quali hai deciso di inserirne uno.

La scelta è infatti ampia e l’effetto finale dipende in buona parte dalla creatività e dalla manualità che l’artigiano che avrà realizzato il pezzo specifico è in grado di esprimere. Certamente un tavolo di design è la soluzione giusta se desideri acquistare un arredo in grado di far accrescere il valore artistico di casa.

Over Motel | Wellness Suite a Monza

La zona tra Monza e Milano è particolarmente frequentata da quanti si spostano per motivi di business o da parte di coloro che raggiungono appositamente quest’area da qualsiasi altra regione italiana sempre per motivi di lavoro. Questo è il motivo per il quale sono in tanti ad avere bisogno di strutture ricettive in zona in grado di assicurare un valido riposo, ma soprattutto che consentano di spostarsi velocemente da Monza a Milano e viceversa, in base agli impegni del giorno. In questo senso l’Over Motel è uno dei più gettonati tra gli alberghi  di Monza proprio per la sua posizione strategica che consente di raggiungere facilmente Milano, ma non solo.

Le camere infatti, mettono a totale agio i clienti consentendo loro di riposare in maniera ottimale tra un impegno di lavoro e l’altro. Inoltre questo motel Monza mette a disposizione degli utenti dei mini box parcheggio privati con accesso fronte camera, in questa maniera il cliente può tranquillamente parcheggiare la propria vettura nei pressi della propria camera e non avere dunque alcun tipo di pensiero in merito. Inoltre, grazie ad una apposita tenda motorizzata, è possibile chiudere la visuale e garantirsi così tutta la privacy di cui si avverte la necessità.

L’Over Motel mette inoltre a disposizione degli utenti della camere che hanno un proprio centro benessere, dunque ad uso esclusivo degli ospiti della camera, che consente di ottenere un riposo ed un relax ancora più profondi ed efficaci, grazie all’hammam o all’idromassaggio o qualsiasi altro dei trattamenti che il cliente desidera di concedersi In occasione della sua permanenza in struttura. L’Over Motel è dunque un’occasione unica per coniugare un impegno di lavoro ad un momento di piacevole benessere, in una struttura finemente arredata ed in grado di regalare agli ospiti tutto il benessere di cui hanno bisogno.

L’importanza di mantenere una corretta idratazione anche al lavoro

Grazie al moderno dispenser d’acqua per l’ufficio dell’azienda IWM è possibile risolvere l’annoso problema del permettere ai propri dipendenti o clienti di poter bere tranquillamente l’acqua che si desidera. Mantenere una adeguata idratazione nel corso della giornata inoltre, consente di mantenere un elevato livello di concentrazione, il che è ideale per mantenere sempre ottimale il livello della produttività. Per questo motivo sono tante le aziende e gli uffici che hanno già deciso di utilizzare questi impianti di ultima generazione all’interno dei locali, e consentire soprattutto ai dipendenti di poter bere liberamente ogni qualvolta ne avvertono la necessità, con la certezza di bere un’acqua veramente salutare e  bilanciata. Grazie ai dispenser IWM i dipendenti potranno bere dell’acqua fredda ma anche calda a piacimento; inoltre basta un semplice gesto della mano per avere dell’ottima acqua gassata o addirittura i cubetti di ghiaccio per chi lo preferisce.

Il vantaggio per le aziende o uffici che adottano questi impianti di nuova generazione, è anche quello di riuscire a risparmiare sui costi di approvvigionamento idrico, dato che questi prelevano direttamente l’acqua del rubinetto e la depurano migliorandone il sapore. Non sarà più necessario dunque acquistare costose bottiglie o l’acqua degli ingombranti boccioni, ma tutta la comodità e la convenienza di un’acqua buona da bere e dal prezzo decisamente contenuto. Vi è una ottima scelta in fatto di modelli e colori, così che sia possibile individuare esattamente l’impianto maggiormente in grado di adattarsi al design del contesto in cui verrà inserito, e l’azienda o ufficio in questione non avranno pensieri nemmeno per quel che riguarda la manutenzione. Saranno direttamente i tecnici IWM infatti, ad apportare gli interventi periodici necessari nel corso dell’anno per garantire sempre il perfetto funzionamento dell’impianto, così che questo possa consentire a tutti di bere sempre dell’ottima acqua con la semplice pressione di un pulsante.

Calzature Bruno Bordese: comfort, estetica e appeal

Le calzature Bruno Bordese sono ideali per te che ami vestire con cura e desideri affidare i tuoi piedi ad una scarpa che possa garantirgli tutto il comfort necessario ed il benessere che desideri, anche quando le indossi per un periodo prolungato di tempo. Questo brand intraprendente si prende cura di te sia quando desideri una scarpa per le occasioni più importanti che per gli appuntamenti quotidiani quali il lavoro o il tempo libero, apportando tutto il suo contributo in termini di ricercatezza e stile. La grande attenzione per i dettagli e la cura per i materiali impiegati è il marchio di fabbrica che contraddistingue ogni prodotto Bruno Bordese, il che traspare in maniera evidente semplicemente osservando un qualsiasi tra le tante calzature proposte, e la scelta è davvero ampia se si pensa alle tantissime calzature (per lui e per lei) pensate appositamente per ogni momento della giornata.

Chi sceglie questo importante brand infatti, ama la moda ma al tempo stesso “fare” moda: grazie alla genialità che è propria di ogni creazione Bruno Bordese infatti, queste ottime calzature sono in grado di creare nuove tendenze e completare il proprio outfit apportando, in base ai gusti e alle abitudini di ciascuno, quel tocco in più in termini di perfezione e design di cui ognuno di noi è alla ricerca. Bruno Bordese è dunque un brand che non lascia nulla al caso, e che conosce bene le esigenze ed i desideri di chi ama essere sempre in linea con le mode del momento, mostrando agli altri tutta l’attenzione che si adopera nello scegliere cosa indossare. Se cerchi dunque una calzatura che possa completare il tuo abbigliamento in maniera originale ed in linea con le ultime tendenze, Bruno Bordese è ciò di cui hai bisogno per coniugare comfort, estetica e appeal.

Filtrare efficacemente gli accessi negli uffici pubblici

Quello della sicurezza all’interno degli edifici pubblici, con particolare riferimento ai tribunali considerando i recenti episodi di cronaca, è un problema che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti e che necessita di soluzioni urgenti per tutelare l’incolumità di tutti coloro i quali vi prestano servizio a vario titolo. Non è possibile infatti, pensare che qualcuno possa decidere di entrare indisturbato all’interno dei tribunali e girare per le stanze alla ricerca di documenti vari, oppure di introdurre delle armi allo scopo di vendicarsi con qualcuno. Troppo spesso purtroppo, capita di apprendere dai media che episodi di questo tipo si continuano a verificarsi nonostante l’innalzamento del livello di guardia e l’ingente spiegamento di risorse allo scopo di prevenire tale eventualità.

Al momento, la soluzione più efficace per riuscire a mettere in pratica un controllo accessi capillare è quello di installare uno dei sistemi di ultima generazione proposti da Cotini srl, azienda della provincia di Milano da sempre impegnata in questo ambito.

I sistemi progettati e commercializzati da Cotini srl per il controllo degli accessi rappresentano l’avanguardia tecnologica del settore e la risposta concreta alle esigenze della pubblica amministrazione nel mettere in sicurezza edifici pubblici ritenuti “sensibili” e nei quali è necessario andare a filtrare gli accessi in maniera efficace. I lettori apriporta proposti da Cotini srl possono dunque riconoscere gli utenti sia in base al pin che vanno a digitare, così come mediante l’utilizzo di un apposito badge o l’impronta digitale.

Proibire l’accesso ai non aventi diritto diventa così una operazione decisamente più semplice e gestibile grazie ai sistemi Cotini srl, anche in considerazione del grande flusso di lavoratori, funzionari ed utenti che ogni giorno hanno necessità di raggiungere il tribunale e ai quali deve essere garantito un accesso rapido, evitando che il sistema di filtro degli accessi sia causa di code agli ingressi e quindi disagio per tutti.

Cialdamia e i benefici del caffè

Il caffè è notoriamente una delle bevande più apprezzate dagli italiani, ma quel che molti non sanno è che questo sia al tempo stesso un toccasana per la salute. È infatti scientificamente dimostrato che il caffè è in grado di stimolare l’intelligenza, favorire il consumo di grassi, riduce il rischio di contrarre patologie quale il diabete 2 ma anche l’alzheimer, stimola il buon umore e fornisce un valido aiuto nel combattere la depressione. I motivi per i quali regalarsi una buonissima tazza di caffè sono dunque molteplici, ed è possibile farlo senza nessun rimorso: se bevuto senza eccedere infatti, questo è in grado di rappresentare un valido contributo per il nostro organismo. A questo però, deve necessariamente abbinarsi un gusto che sia in grado di regalare piacevolissime sensazioni anche al palato, e non sono al nostro corpo in genere. Per avere la certezza di scegliere un prodotto di assoluta qualità, dal gusto e dall’aroma garantiti, la soluzione più oculata è quella di optare per le capsule delle migliori marche: NespressoLavazza a Modo Mio o Nescafè dolce gusto, sono sicuramente tra le preferite dagli italiani e quelle in grado di garantire l’esperienza migliore.

Queste famose capsule infatti, sigillate ermeticamente per preservare al massimo l’aroma ed il gusto, riescono a soddisfare il desiderio di caffè consentendo a ciascuno di bere esattamente quello preferito. Le miscele a disposizione sono infatti davvero tante, e tutte accuratamente selezionate, e non sarà difficile individuare tra queste quella che più delle altre è in grado di incontrare i propri desideri. Tutte qualità da provare e grazie alle quali sarà finalmente possibile bere ogni giorno il caffè dei propri desideri senza doversi più accontentare di qualcosa che semplicemente ci si avvicina, e con la certezza di aver contribuito a fare al tempo stesso qualcosa per la propria salute.

www.cialdamia.it è forse il miglior sito italiano per l’acquisto di cialde e capsule compatibili Nespresso e non: la sua interfaccia è semplice da utilizzare, e propone un buon livello di UX ed un catalogo prodotti ben articolato. La procedura di checkout è semplice ed immediata, consente l’acquisto in modalità “guest” ed offre diverse possibilità di risparmio, sopratutto sugli acquisti in bundle e le alte quantità. Consigliatissimo!

In estate contrazione dei mutui, ma è un rimbalzo “tecnico

Nei mesi di luglio e agosto le istruttorie registrate sul sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF, relative alla richiesta di muti e surroghe, hanno fatto segnare una secca battuta d’arresto, rispettivamente pari a -21,4% e -27,1%, tornando sostanzialmente sui volumi che si registravano nel 2019, prima dell’esplosione della pandemia. Questo dopo un primo semestre dell’anno caratterizzato per una crescita delle richieste (+20,6%), corrispondente periodo del 2020. La flessione registrata negli ultimi due mesi va però letta come un rimbalzo tecnico, considerando che nei mesi estivi del 2020 si erano concentrati volumi di richieste elevati, accumulati durante il primo lockdown.

Una dinamica parzialmente attenuata dalle richieste degli under 35

La dinamica è parzialmente attenuata dalla vivacità degli under 35, che stimolati dalle agevolazioni statali, da tassi prossimi ai minimi storici, e un costo delle abitazioni ancora appetibile, risultano l’unico segmento in crescita. Nel complesso la fascia di età al di sotto dei 35 anni è l’unica ad aver fatto registrare volumi di richieste in crescita nei primi 8 mesi del 2021, risultando fondamentale per la tenuta dell’intero comparto. Osservando la distribuzione delle istruttorie di mutuo in base all’età del richiedente, l’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF evidenzia come in questa prima parte dell’anno la fascia compresa tra i 35 e i 44 anni risulti maggioritaria, con il 29,5% sul totale delle richieste.

La casa rimane centrale nei progetti di investimento degli italiani

“Rispetto al recente passato va però sottolineato come in questa fase la domanda sia prevalentemente sostenuta dai nuovi mutui d’acquisto – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -, a conferma della centralità della casa nei progetti di investimento degli italiani, mentre le surroghe continuano a ridurre il proprio peso a causa della progressiva contrazione della platea di mutuatari per i quali la rottamazione del vecchio finanziamento risulta ancora conveniente. Al netto dell’andamento degli ultimi due mesi, che scontano il confronto con un corrispondente periodo fortemente condizionato dalla prima ondata pandemica, nel complesso il numero di richieste di mutui e surroghe risulta sostanzialmente allineato ai volumi del 2019”.

Cresce l’importo medio richiesto 

Al contempo, continua la crescita dell’importo medio richiesto, che dopo aver toccato il record assoluto degli ultimi 15 anni a luglio (141.422 euro), ad agosto si attesta a 137.945 euro. Anche in questo caso il dato è condizionato sia dalla propensione degli italiani a richiedere un importo più elevato, grazie a un costo del denaro contenuto, sia per la minore incidenza dei mutui di sostituzione, che per natura si caratterizzano per un importo più basso. Se da un lato gli italiani mostrano di privilegiare mutui per un importo compreso tra i 100.000 e i 150.000 euro, con il 29,8% del totale, al contempo si consolida l’orientamento verso piani di rimborso sempre più lunghi. La classe maggiormente richiesta risulta essere quella tra i 25 e i 30 anni (26,8%), l’unica ad avere visto crescere il proprio peso rispetto al 2020. 

Italiani e Olimpiadi, qual è l’opinione sui Giochi?

Mentre le Olimpiadi di Tokyo sono in pieno svolgimento, senza pubblico a causa del rischio sanitario, Ipsos ha condotto un sondaggio per capire quale sia l’opinione pubblica in merito all’evento da parte dei cittadini di 28 paesi del mondo. Poiché la ricerca è stata svolta poco prima dell’avvio dei Giochi, emerge soprattuto una grande percentuale (il 57%) che avrebbe preferito far slittare ancora l’evento, contro un 43% che invece si dichiara concorde sullo svolgimento. I meno convinti in assoluto sono i padroni di casa, i giapponesi: il 78% è contrario rispetto al 22% a favore. Tuttavia, il 62% in tutto il mondo è d’accordo che i Giochi saranno un’importante opportunità per il mondo di riunirsi, insieme, dopo la pandemia.

Italiani più ottimisti

Come la pensano in merito i nostri connazionali? E a quali sport saranno più interessati? Il sondaggio risponde evidenziando che il 58% degli italiani è a favore che la competizione si svolga, mentre, il 42% è in disaccordo. Le Olimpiadi possono essere considerate un momento per ritornare a essere tutti più uniti? Il 78% degli italiani non ha dubbi ed è convinto di sì, a differenza del 22% che rimane scettico.
Quanto sono interessati gli italiani a questa manifestazione? I risultati evidenziano che il 12% è davvero interessato, il 36% è alquanto coinvolto, il 31% non è molto partecipe e infine il 21% non è per nulla interessato. Delle innumerevoli discipline proposte alle Olimpiadi è stato chiesto quali siano gli sport preferiti e dati alla mano, i primi tre che hanno riscontrato maggiore interesse per gli italiani sono stati: l’atletica con il 32%, gli sport acquatici con il 30% e il calcio con il 26%.

Quanto contano i valori dello sport? E i vaccini?

Agli italiani è stato poi chiesto se questa manifestazione possa in qualche modo essere d’ispirazione alle generazioni del domani per partecipare e essere ancora più uniti attraverso i valori dello sport. I risultati sono stati convincenti e circa l’82% delle persone è convinta di sì, mentre il restante 18% è contraria. È stato anche domandato se i fondi governativi dovessero essere usati a supporto degli atleti per le Olimpiadi e ancora una volta, la maggioranza (71%) si è espressa a favore e la minoranza (29%) a sfavore. Altre domande sono state: questo grande evento unirà ancor di più il nostro Paese? Il 75% degli italiani non ha dubbi, mentre, il 25% è in disaccordo. Esiste tanto nazionalismo alle Olimpiadi? La maggioranza degli italiani non è d’accordo (59%), mentre, la minoranza (41%) è a favore. Un’ultima domanda ha riguardato la priorità dei vaccini nei confronti degli atleti impegnati durante la competizione e ben il 75% degli italiani è stato d’accordo, mentre il 25% in totale disaccordo.

Covid e appuntamenti amorosi: meglio organizzarli solo con chi è vaccinato

Secondo un’indagine condotta da Kaspersky, dall’inizio della pandemia gli utenti sono più ansiosi a incontrare qualcuno di persona, ma il numero di coloro che preferisce non organizzare incontri offline nello stesso periodo è raddoppiato, passando dal 22% al 41%. Il 48% degli italiani, la percentuale più alta in Europa, preferisce organizzare incontri offline solo con persone che possiedono un certificato di vaccinazione, mentre i meno preoccupati sono gli olandesi (13%) e i tedeschi (15%). Insomma, isolamento e restrizioni imposte dalla pandemia hanno aumentato il livello di attenzione che gli utenti prestano a salute e sicurezza personale, anche per quanto riguarda gli appuntamenti amorosi.

Il 39% degli italiani si preoccupa per il primo incontro dal vivo

Se gli eventi causati dalla pandemia hanno cambiato radicalmente molte attività quotidiane gli appuntamenti romantici non fanno eccezione. Nei mesi in cui è stato imposto l’autoisolamento, le persone hanno trascorso più tempo sulle app di incontri e il numero di utenti di queste piattaforme è cresciuto. La necessità di chiedere a un potenziale partner il certificato di vaccinazione è un’ovvia conseguenza della pandemia, ma le preoccupazioni che nascono quando arriva il momento di incontrare il proprio match offline non si limitano al solo fatto di ammalarsi. Il 39% degli italiani ha dichiarato che quando arriva il momento del primo incontro dal vivo si sente agitato, mentre il 28% prova insicurezza.

“Il passaggio da online a offline per molti è un atto di fede”

Per alleviare alcune di queste preoccupazioni, il 71% degli utenti italiani di queste app preferisce iniziare da un approccio telefonico o da una videochiamata prima di accettare un incontro offline.
“Le politiche e le restrizioni vigenti in tutto il mondo hanno dato agli appuntamenti online un ruolo importante nella vita delle persone. Tuttavia, il passaggio da ‘online’ a ‘offline’ è per molti un ‘atto di fede’ – commenta David Jacoby, security expert di Kaspersky -. Per continuare a godersi gli appuntamenti online e offline in tutta sicurezza, è importante essere consapevoli dei dati che si condividono con il potenziale partner perché nel caso in cui si cambi idea sull’incontro è sempre possibile avere il controllo della situazione, sapendo quante informazioni personali sono state condivise e come possono essere utilizzate”.

“Un incontro fisico è tutta un’altra cosa”

“In fondo, incontrarsi di persona dopo mesi di isolamento è un bisogno intrinseco negli esseri umani – commenta la terapista Birgitt Hölzel, dello studio Liebling + Schatz di Monaco -. Certo, le app di incontri hanno permesso di entrare in contatto con nuove persone durante la pandemia, ma solo virtualmente. Un incontro fisico è tutta un’altra cosa”.
Un’alternativa che può essere d’aiuto per tutelarsi fino a quando non ci si sente sicuri a incontrare qualcuno che non abbia ancora fatto il vaccino, è quello di organizzare una videochiamata un po’ più “intima”. Sicuramente non è come incontrarsi “di persona”, ma almeno è sicura.

Olio extravergine di oliva e invecchiamento cognitivo, un aiuto per rallentarlo

L’olio extravergine di oliva può rallentare l’invecchiamento cognitivo? In un Paese che invecchia segnalando un tasso di natalità in costante discesa e un’aspettativa di vita sempre più lunga, sono necessari nuovi strumenti per incidere positivamente sulla “giovinezza mentale” della terza età. Una ricerca italiana nel corso del 2021 cercherà di capire se e come l’olio extravergine di oliva, più in particolare, l’idrossitirosolo in esso contenuto, sia davvero in grado di rallentare l’invecchiamento cognitivo favorendo una più lunga giovinezza mentale. La ricerca è condotta dal ricercatore dell’Istituto di Biologia Cellulare e Neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma, Giorgio D’Andrea, “adottato” dall’azienda agroalimentare Monini attraverso la Fondazione Umberto Veronesi.

L’azione dell’idrossitirosolo e di latri fenoli sulle cellule staminali neuronali

Più in particolare, i ricercatori italiani si sono concentrati sull’idrossitirosolo, cercando di capire come agisca sulle cellule staminali neuronali. Si tratta di un fenolo dalle spiccate proprietà antiossidanti presente nell’olio extravergine di oliva insieme ad altre sostanze polifenoliche, come l’oleocantale, e ad altri elementi positivi per la salute, come l’acido oleico, i grassi polinsaturi essenziali, la vitamina A e la vitamina E. L’alto contenuto di polifenoli è del resto proprio uno dei criteri che definisce l’alta qualità di un olio. Lo studio italiano è attualmente l’unico al mondo a focalizzarsi sull’effetto dell’idrossitirosolo sulle cellule staminali neuronali del cervello.

I già noti benefici dell’EVO sul sistema cardiocircolatorio e sul sistema intestinale

Finora sono numerosi gli studi che hanno dimostrato gli effetti benefici dell’olio d’oliva sul sistema cardiocircolatorio e sul sistema intestinale, mentre esistono ancora molte incognite per quanto riguarda il sistema nervoso centrale. A differenza di quanto si credeva una volta, è infatti assodato da diversi anni che nuovi neuroni possono essere prodotti nel cervello anche in età adulta a partire da particolari cellule, chiamate staminali. 

“Abbiamo già dimostrato che l’ingestione di idrossitirosolo stimola la produzione di nuovi neuroni a partire da cellule staminali. Ora l’obiettivo è capire come si comportano questi nuovi neuroni, se aumentano effettivamente anche le capacità di apprendimento e di memoria”, spiega D’Andrea.

Entro l’estate le prime indicazioni dalla ricerca 

La ricerca è entrata proprio ora nella fase più “operativa” con l’avvio dei test, ed entro l’estate si attendono le prime indicazioni, riporta Akanews. Il progetto, così come il finanziamento della ricerca del dottor D’Andrea attraverso la collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi, rientra nel disegno complessivo di “A Hand for the Future”, il piano di sostenibilità decennale attraverso il quale Monini ha assunto l’impegno formale a costruire un futuro più equo per le nuove generazioni.

“Il piano – spiega Maria Flora Monini, terza generazione alla guida dell’azienda insieme al fratello Zefferino – esprime un modo diverso di fare impresa, l’unico davvero possibile oggi per creare sviluppo. Non possiamo più limitarci a produrre, dobbiamo allargare lo sguardo e l’impegno verso l’ambiente e la società in cui operiamo, e la ricerca scientifica rappresenta uno dei tasselli più importanti per costruire un futuro realmente sostenibile”.

Servizi digitali e pandemia: per un italiano su due la connessione è irrinunciabile

I servizi digitali sono uno dei settori più fortemente impattati dal Covid-19 e dalle nuove condizioni di vita portate dalla pandemia. Come mai prima di allora, connessione e tecnologia si sono configurati come bisogni irrinunciabili e primari. Tra smart working, dad e incontri online con amici e parenti, il rapporto Digital Home Study di EY ha quantificato bisogni e timori di questa nuova dimensione ultra digitale. 

Videochiamate professionali e dad le “scoperte” portate dal Covid

Uno degli effetti della pandemia è stata la spinta verso nuovi servizi digitali. La tendenza è globale, ma in Italia a causa di un’iniziale condizione di arretratezza è risultata ancora più marcata. Secondo il report di EY, un italiano su tre ha utilizzato per la prima volta una videochiamata per lavoro, contro il 20% dei francesi e il 18% dei tedeschi. La didattica online è stata una novità per il 30% degli italiani e il 23% ha utilizzato per la prima volta i servizi sanitari digitali (10% in più rispetto a Francia e Germania). 

Se digitalizzazione fa rima con preoccupazione

La digitalizzazione porta grandi vantaggi e benefici, ma anche una certa dose di ansia. In particolare, i nostri connazionali sono preoccupati dalla tutela della loro privacy. 
Rispetto al pre-pandemia, il 37% degli italiani afferma di essere più preoccupato sulla riservatezza dei propri dati. Il 66% sostiene di essere estremamente prudente nel condividere informazioni personali online. Inoltre, sono sempre di più gli utenti preoccupati per l’impatto  delle tecnologie sul “benessere digitale”. Un italiano su due sostiene di fare più attenzione alle conseguenze dell’utilizzo di Internet sul proprio benessere psicofisico rispetto a quanto facesse prima del Covid-19. Il 52% cerca di ritagliarsi dei momenti lontano dal proprio smartphone e il 39% pensa di passare troppo tempo davanti agli schermi.

Rete fissa, bisogno di trasparenza

Il 61% degli utenti ritiene che la trasparenza, soprattutto nei piani tariffari, sia il requisito principale  per scegliere il fornitore di servizi di rete fissa. Seguono la velocità della rete (59%) e la qualità del supporto tecnico (44%). Tutto questo, però, non significa che il fattore prezzo sia senza importanza. Mediamente, infatti, i consumatori non riescono a percepire le reali differenze tra i servizi offerti (un italiano su quattro non conosce la massima velocità della propria connessione). E alla fine si gioca tutto sul prezzo.
Così – sottolinea il report – gli operatori cercano nuovi clienti applicando sconti tramite la vendita di più servizi. Già il 25% degli intervistati ha un abbonamento Internet che tiene insieme rete fissa e mobile, e il 49% prenderà presto in considerazione questa opzione. Inoltre, il 52% pensa di poter ottenere un risparmio considerevole tramite acquisti bundle “rete fissa e mobile” da uno stesso operatore. Uno su due gradisce l’abbinamento rete fissa-pay tv e  il 30% guarda a offerte che integrino pacchetti fitness-salute-benessere. Di più, e insieme, è meglio. 

A maggio è TikTok l’app più popolare e scaricata

TikTok batte Instagram e Facebook e a maggio è l’app “non di giochi” più scaricata in tutto il mondo su Play Store di Google e sull’Apple Store.  Lo ha rivelato SensorTower nella sua consueta classifica mensile. Il tool di App Store Optimization ha evidenziato infatti come il social cinese abbia guadagnato la prima posizione anche nel segmento Android, scavalcando Facebook e rimanendo in testa nei mesi di marzo e aprile. Di fatto TikTok, di proprietà della società cinese ByteDance, a maggio 2021 è arrivata a 80 milioni di nuove installazioni, soprattutto dai brasiliani, quelli che l’hanno scaricata di più (16%), seguiti dai cinesi (12%), dove il nome dell’app però è Douyin.

A maggio le installazioni aumentano del 35%

Secondo gli analisti, sempre a maggio le installazioni di TikTok sono aumentate del 35% rispetto al mese precedente. Tuttavia, considerando il numero di installazioni anno su anno, i download dell’app sono diminuiti del 29%, e quest’anno non hanno quindi raggiunto il record di 112 milioni di download del maggio 2020. In ogni caso, resta l’app più scaricata nell top 10 di Sensor Tower, che la vede seguire nelle prime cinque posizioni Facebook, Instagram, WhatsApp, e Messenger.

Al primo posto sia su Apple Store sia su Play Store

Tornando alla classifica di Sensor Tower, sull’Apple Store, dietro a TikTok, in seconda posizione si piazzano YouTube, Instagram, e CapCut, mentre WhatsApp e Facebook sono rispettivamente al quinto e al sesto posto. La classifica prosegue con Zoom, al settimo posto, Messenger, Google Maps, e al decimo posto, Gmail. Su Play Store, invece, la prima posizione della top 10 non cambia, e c’è ancora TikTok, ma stavolta seguita sul podio da Facebook e Instagram. Subito dopo, al quarto posto si trova WhatsApp, seguita da Snapchat, Messenger, Zoom, Josh, l’app per video brevi molto popolare in India, quindi Telegram, e ultima ToonApp.

Le minacce di Trump e “l’embargo” in India

Ma per l’app non sono tutte rose e fiori. Nel giugno del 2020, infatti, TikTok è stata bandita in India, il suo principale mercato estero, e durante l’estate ha dovuto affrontare una sorta di contraccolpo politico negli Stati Uniti, quando l’allora presidente Donald Trump ha minacciato di vietare l’app a meno che ByteDance non avesse ceduto le sue attività americane, con Oracle e Walmart in prima fila per acquistarle. L’attuale amministrazione statunitense Biden però ha sospeso l’azione legale contro TikTok, riporta Ansa, anche se la politica americana particolarmente prudente nei confronti delle app cinesi non è ancora terminata.

Property porn, guardare gli annunci immobiliari senza acquistare

Cos’è il property porn? È una pratica a cui si dedica un italiano su tre, ovvero quella di sfogliare gli annunci immobiliari senza avere intenzione di acquistare una casa, ma solo per curiosità, o per sognare abitazioni favolose o anche solo per tenersi aggiornati sui prezzi delle abitazioni. Dai risultati di u sondaggio condotto da Immobiliare.it su circa 2.000 utenti di tutte le fasce d’età attivi sul portale, il 33% ammette di utilizzare il sito non solo per cercare casa, ma anche come fonte di svago, una percentuale che sale fino al 47% negli under 25.

I giovanissimi fantasticano su abitazioni al di là delle loro possibilità

Più della metà dei giovani e giovanissimi (56%), ovvero gli utenti compresi nella fascia 25-35 e gli under 25, dichiara di guardare gli annunci pubblicati sul portale non solo per trovare la casa in cui vivere, ma anche, ad esempio, per cercare ispirazioni di arredamento. E ben il 23% degli under 25 lo fa per fantasticare su proprietà al di là delle proprie possibilità. In generale, anche se la maggioranza degli italiani (58%) ha utilizzato il sito anche in periodi della vita in cui non stava attivamente cercando casa, il 35% degli intervistati ha comunque confermato di voler cambiare casa entro l’anno. Un’esigenza, anche questa volta, che riguarda soprattutto il pubblico giovane, con percentuali che negli under 35 superano il 40%.

Agli italiani piace sognare in grande

In ogni caso, agli italiani piace sognare in grande. Il 53% dichiara infatti di entusiasmarsi nel guardare soluzioni abitative da sogno, con picchi del 61% tra gli utenti più maturi, quelli compresi nella fascia d’età 45-60 e over 60. Un quarto degli utenti, tuttavia, si dice frustrato da questa attività, dal momento che si tratta di case che non riuscirà mai a permettersi. Percentuale che raggiunge quasi il 30% quando a rispondere sono i Millennials e la Gen Z. Questi ultimi sono anche i più invidiosi, il 25% vorrebbe infatti essere il proprietario degli immobili che si diverte ad ammirare attraverso lo schermo.

Le case dei Vip
Il vero sogno proibito degli italiani però rimangono le case a due passi dal mare (32%), o le costruzioni ultramoderne dal sapore contemporaneo (27%). Quanto alle case dei Vip, in generale gli italiani non sembrano essere particolarmente affascinati dalla vita privata dei Vip, almeno, per le loro scelte abitative. Tra chi li segue sui social soltanto il 13% conosce il quartiere dove vivono o ha visto foto delle loro case. Ma il trend, riporta Ansa, cambia quando si parla della Gen Z: per il 27% di loro le case dei propri beniamini non hanno segreti. Sono anche gli unici a essere interessati a prendere parte a un tour per visitare le case dei personaggi famosi. Un’attività molto apprezzata all’estero: il 36%, infatti, si dice pronto a prenotare il posto se ne avesse l’occasione.

I lockdown rafforzano il legame tra genitori e figli

In un anno segnato dalla pandemia è di primario interesse comprendere se e in che modo la quarantena abbia influito sui rapporti familiari, in particolare, tra genitori e figli. Per questo motivo, Kinder ha commissionato a Ipsos uno studio internazionale su un campione di genitori e figli di età compresa tra i 7 e i 15 anni. Si tratta della seconda edizione del Kinderometro, che indaga proprio l’evoluzione della genitorialità e i fattori chiave coinvolti nello sviluppo dei ragazzi. Obiettivo, cogliere tutte le opportunità per rafforzare il legame con i genitori attraverso i piccoli momenti di condivisione.

Un legame positivo ancora più forte

Dal quadro generale che emerge dal Kinderometro sebbene il 2020 talvolta sia stato difficile ha rafforzato il legame che unisce i genitori e i loro figli. Tanto che il primo periodo di quarantena ha rappresentato un’opportunità per condividere più del solito i momenti di semplicità quotidiana. Inoltre, se essere un buon genitore significa fornire un quadro di regole definito, significa anche consentire ai figli di essere indipendenti. Sport, lettura e attività manuali rispecchiano questo mix di disciplina e autonomia, e durante il lockdown la condivisione di queste attività ha contribuito sia allo sviluppo delle capacità cognitive e del benessere fisico dei ragazzi sia della loro creatività, fiducia in sé stessi e personalità.

Le sfide lanciate al ruolo del genitore moderno

In particolare, l’attività fisica rappresenta uno dei pilastri più importanti per la crescita e lo sviluppo dei bambini, e il 74% degli intervistati lo pratica insieme. Fare attività sportiva insieme permette infatti di condividere un momento divertente, ma è anche un modo per i genitori di contribuire all’istruzione e allo sviluppo dei loro figli. Quanto alla tecnologia, la vita digitale dei ragazzi è l’esempio perfetto delle sfide lanciate al ruolo del genitore moderno. Il tempo trascorso davanti agli schermi rappresenta infatti il punto più spinoso del loro rapporto, e la fonte di discussione più significativa. Anche perché i ragazzi dai 7 ai 15 anni sono nativi digitali, e l’uso degli schermi è elevato indipendentemente dall’età.

Una diversa percezione dei potenziali pericoli della tecnologia

Se generalmente genitori e figli concordano sui vantaggi offerti dagli schermi hanno però una diversa percezione dei potenziali pericoli: i genitori ne individuano i rischi, come la minore socializzazione, mentre i ragazzi ne sono meno consapevoli. Dallo studio emerge però che i ragazzi italiani usano i social network e i giochi sensibilmente meno della media dei Paesi coinvolti dal Kinderometro. E se dal confronto internazionale emerge una sostanziale omogeneità della situazione generale, i genitori italiani hanno approfittato molto più degli altri della quarantena per svolgere più del solito attività con i loro figli. Anzi, hanno continuato a svolgerle con la stessa frequenza del periodo di quarantena anche una volta finito il lockdown.

Per Visa un miliardo di pagamenti contactless in più in Europa

Un miliardo di pagamenti contactless aggiuntivi: è quanto ha processato Visa in Europa in meno di un anno. Un traguardo raggiunto da Visa grazie a una maggiore fiducia dei consumatori verso i pagamenti touch free, ma soprattutto da quando 29 paesi in tutta Europa hanno aumentato la soglia dei pagamenti contactless in risposta alla pandemia da Covid-19. La crescita dei pagamenti contactless, uno dei trend chiave emersi durante la pandemia, mostra come questi siano passati dall’essere una semplice comodità a una vera e propria necessità, sia per i consumatori sia per gli esercenti. Una ricerca effettuata da Visa rileva infatti come due terzi (65%) dei consumatori a livello mondiale preferirebbe utilizzare i pagamenti contactless anche più di quanto fa abitualmente.

Una forma di pagamento che combina velocità e convenienza alla sicurezza

“La domanda di pagamenti touch-free indica che il contactless è diventato per consumatori ed esercenti europei la nuova normalità – spiega Charlotte Hogg, Chief Executive Officer Europe di Visa -. I pagamenti contactless sono diventati popolari perché combinano velocità e convenienza con la sicurezza. Infatti, le carte contactless possiedono il tasso di frode più basso di qualsiasi altra tipologia di pagamento, e nei paesi in cui i pagamenti contactless vengono più utilizzati, le frodi nei punti vendita sono ai minimi storici. L’abilitazione di pagamenti contactless sarà la chiave della ripresa economica in Europa – aggiunge Hogg – dal momento che darà ai consumatori fiducia nello spendere, e fornirà a negozi, ristoranti e altri retailer una spinta proprio nel momento in cui ne hanno più bisogno”.

L’80% delle transazioni Visa all’interno dei negozi attualmente è contactless

Secondo la ricerca, la domanda crescente di transazioni contactless è evidente in tutta Europa, con oltre l’80% dei pagamenti Visa all’interno dei negozi attualmente contactless. In Francia e Germania, ad esempio, il numero di transazioni contactless è aumentato rispettivamente di due terzi e di quasi la metà rispetto all’anno precedente. Del miliardo di transazioni, 400 milioni hanno avuto luogo nel Regno Unito, e ci si può aspettare un’ulteriore crescita a seguito dell’annuncio dell’innalzamento della soglia dei pagamenti contactless a 100 sterline entro fine anno.

Gli esercenti si spostano sempre più verso le operazioni online

La popolarità dell’e-commerce sta aumentando in tutta Europa, e a dicembre 2020 oltre 15 paesi hanno registrato una crescita del 40%, o più, delle transazioni online rispetto all’anno precedente. Poiché molte imprese sono tenute a operare sottostando a misure restrittive, e a tenere il passo con il cambio di comportamento dei consumatori, gli esercenti si stanno spostando sempre più verso le operazioni online, adottando i pagamenti digitali e contactless.